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8 Luglio, 2021

Ultime News Una musica per il cuore e l’anima

Incontriamo con Don Mimmo Iervolino, un sacerdote che ha sempre avuto una grande passione per musica. È un cantautore molto stimato ed apprezzato per la qualità e la creatività delle sue composizioni, che parlano di Dio e offrono messaggi di speranza. Lo ringraziamo molto per questo interessante dialogo su temi di musica e spiritualità.

Don Mimmo, sei un sacerdote e anche un musicista. Come nasce la tua passione per la musica?

Sono sacerdote, anche se prima di diventarlo ero anche suonatore, strimpellatore, canzonatore (cantautore alla ben meglio), e operaio in una fabbrica di periferia. Le canzoni mi hanno accompagnato fin da piccolo. Ascoltavo dalla radio la hit parade con tutta la mia famiglia, mentre mamma preparava il pranzo e papà si concedeva la pausa dal lavoro di sarto. Giocavamo a indovinare la prima in classifica… spesso la indovinavo. A fine scuola media mi nacque il desiderio di scrivere poesie, avevo un quadernone che non mostravo a nessuno. Una volta ne feci parola ad un mio amico di classe che mi disse: “Sono cose da femmine”. Ed io buttai il quadernone e non ne volli più sapere. Quando dopo la terza media approdai all’istituto tecnico uno dei miei compagni di classe suonava la chitarra e scriveva canzoni, era appassionato dei cantautori allora in voga e così cominciai ad ascoltare De Gregori, Baglioni, Eugenio Finardi, Pino Daniele, i Pooh ecc. E questo mio amico cominciò ad insegnarmi a suonare la chitarra. Altre lezioni le presi dal fidanzato di una mia cugina e poi cominciai a seguire un corso di chitarra a fascicoli… Cominciarono a nascere le mie prime canzoni. Pensa che la prima canzone per la quale ricevetti un premio, l’ho pubblicata nel mio ultimo CD uscito in occasione dei miei 25 anni di sacerdozio e si intitola Brividi di Agosto.

Quali sono state le tappe principali della tua attività, della tua vita di sacerdote e anche della tua storia di musicista?

Prima tappa per il sacerdozio: la mia conversione in seguito ad un’esperienza. Frequentavo un gruppo di ragazzi di azione cattolica e con loro recitavo per una commedia. Una delle ragazze ci confidò che sarebbe diventata suora per poi andare in missione. Così è stato. Ora suor Giovanna è in Brasile e lì ha fondato con altre consorelle una casa del suo ordine. Quando lei ci rivelò questa sua vocazione, io mi sentii chiamato a farmi delle domande sull’esistenza di Dio. In seguito Giovanna mi chiese di accompagnarla ad un incontro per catechisti. Ci andai, ma non ero interessato, così me ne stetti fuori ad aspettarla. C’era un signore che vendeva libri. Uno di questi libricini mi catturò l’attenzione. Si intitolava: “Tu conosci Gesù?”, di un certo prof. e sac. Antonio Fanuli (diventò il mio padre spirituale in seminario). Con questo libretto mossi le mie prime conoscenze su Gesù. Più lo conoscevo e più me ne innamoravo. Alla fine di quell’anno finii di scocciare una ragazza, che nel frattempo si era decisa di darmi udienza e mentre la accompagnavo a casa le rivelai che nella testa avevo molta confusione e che mi stavo orientando verso il sacerdozio. Cominciai un percorso con un sacerdote e alla fine dell’anno successivo entrai in seminario. Una seconda tappa importante è stato conoscere in seminario la Spiritualità del Movimento dei Focolari, che mi ha portato alla Consacrazione come sacerdote focolarino. A 27 anni dalla mia ordinazione l’ultima tappa che mi rimane è SomigliarGli ancora: è il titolo di una mia canzone che mi sono dedicato per i 25 anni di sacerdozio. La prima tappa come cantautore iscritto alla SIAE è avvenuta quando per la mia ordinazione sacerdotale invece di una bomboniera coi confetti mi sono autoprodotto un album di canzoni che intitolai Innamorami di Te. Forse sono nato per poter scrivere questa canzone, una delle mie più belle… le altre tappe sono gli altri CD che si sono susseguiti: Fatti per essere; Buone Nuove; Jesus on line; Attimi di Cielo; Le mie canzoni più belle scelte per voi; Vegliando le stelle; Ravvivare il cuore e l’anima; In fondo all’anima; Concerto a Maria.

Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente ispirato?

Fondamentalmente è stata tutta la canzone italiana a farmi da sfondo, soprattutto quella dei cantautori. La mia tesi di licenza in Scienze della Comunicazione, si intitolava: La canzone d’autore italiana. Le radici, le “componenti genetiche” e la sua evoluzione. Fu una ricerca appassionante che mi condusse, in fin dei conti, alle radici delle mie canzoni. Dovendo sintetizzare direi: Fabrizio De André, Pino Daniele, De Gregori e vi aggiungerei i Pooh e Baglioni. Ma se ascolto una bella canzone non disdegno di ascoltarla anche se fosse dell’ultimo dei Moicani …

Sei un compositore. Come nasce l’ispirazione di una tua musica?

Come al “cuor non si comanda”, così non si comanda l’ispirazione per una canzone… Avviene come un fatto prodigioso, prima non c’era dopo eccola lì che ti emoziona. A me non viene mai prima il testo e poi le parole o viceversa. Nascono sempre insieme. Direi una canzone nasce perché c’è un dono per te deciso da Qualcuno ed è troppo bello vederla nascere a poco a poco, fino a poi ascoltarne l’arrangiamento che è il vestito che fa in studio l’arrangiatore. Finora il grande amico Niki Saggiomo me le ha rivestite tutte con grande competenza e semplicità, indovinando sempre. La nostra collaborazione più che ventennale ci ha come fusi. Nessun altro mi capisce quanto lui. Anche questa è stata una Grazia, un dono di Dio.

La musica, attraverso il tempo, è sempre stata anche un modo per esprimere profondità, spiritualità, vicinanza a Dio. Vogliamo parlare di questo tema?

La mia esperienza è più con le canzoni che la musica. Per me è solo una delle “componenti genetiche della canzone”. Io non nasco come musicista, ma come cantautore. Le canzoni sono lo specchio della vita, contengono emozioni, verità, intuizioni, storia personale, esperienze e per cui possono veicolare messaggi che contengono il proprio rapporto con Dio.

Le canzoni, secondo te, possono essere anche un modo per aiutare e guarire le ferite delle persone?

Possono aiutare, ma non risolvono i problemi. Qualcuno mi ha raccontato che una mia canzone l’ha aiutato nel dire alla sua ragazza di volerla sposare; una ragazza invece di disse che ha ricevuto una spinta nel dire il suo sì definitivo a Dio… Aiutano certamente.

Quali sono i tuoi prossimi progetti, i tuoi prossimi passi come artista?

Vivo alla giornata e non ho progetti particolari. Se nascono altre canzoni le raccolgo in un futuro CD… se non vengono…pazienza.

Vorrei concludere con una domanda personale. C’è qualche momento particolare della tua vita di sacerdote e di artista che porti nel cuore e che vorresti condividere con noi?

Uno degli ultimi concerti che ho fatto in occasione del mio 25° di sacerdozio. È capitato che si è svolto nelle basiliche paleocristiane di Cimitile (NA), accanto alla tomba di San Felice, patrono della diocesi e della parrocchia dove sto come co-parroco da più di vent’anni. Una cornice molto suggestiva e mi è sembrato di ricevere la benedizione del santo e i suoi auguri.