Secondo Forum Internazionale del Gran Sasso

22 Giugno 2019

“Il ruolo delle Università nella prevenzione, come via per lo sviluppo integrale” è stato il tema dell’intervento tenuto dal Rettore UER, Padre Pedro Barrajón LC, nel Secondo Forum Internazionale del Gran Sasso, Università degli Studi di Teramo, il 22 giugno 2019.

Nella sua relazione il Rettore ha preso spunto dall’Enciclica Populorum Progessio di Papa Paolo VI: “Questa enciclica profetica, come altre di Papa Paolo VI, voleva considerare in primo luogo “lo sviluppo dei popoli” e, in modo particolare, “coloro che lottano per liberarsi dal gioco della fame, della miseria, delle malattie endemiche, dell’ignoranza”. Paolo VI parlava di uno sviluppo integrale dell’uomo e delle società che andasse aldilà del mero sviluppo economico. Per lui “lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo”.

“Infatti – ha spiegato Padre Pedro Barrajón – una sana antropologia ci insegna che ogni uomo è chiamato vocazionalmente allo sviluppo personale che egli realizza attraverso l’educazione e lo sforzo personale per raggiungere la pienezza delle potenzialità proprie”.

Il Rettore ha spiegato il ruolo delle Università nell’ambito della prevenzione: “L’università potrà sempre garantire, come sua missione, la promozione della conoscenza umana nei più svariati settori del sapere, ma una conoscenza che non sia mai slegata dal bene integrale e dal bene comune. L’università non potrà mai rinunciare all’“Aude Sapere” come missione specifica e dovrà sempre più affrontare le nuove frontiere della conoscenza con creatività e coraggio. Ma non potrà svincolare il sapere scoperto, dalla persona, dal concetto di sviluppo integrale”.

“Per poter prevenire – ha detto Padre Barrajón – l’università deve stare un passo avanti al resto della società nella comprensione del futuro, cercando di capire i settori culturali, tecnici, scientifici che configurano la crescita attuale, per poterli indirizzare in una giusta direzione e in questo modo possano mettersi di più al servizio dello sviluppo integrale. In questo senso, l’università dovrà diventare un laboratorio di comprensione del futuro, che non sia discontinuità col presente né con il passato, ma aiuti l’uomo e la cultura ad orientare la ricerca in quelle direzioni trainanti che danno più valore allo sviluppo integrale.

L’università deve essere il luogo della formazione di quelle generazioni che potranno orientare la società del domani attraverso sentieri di pace. Sapendo però che l’opera della giustizia è la pace, nell’università si dovranno dare priorità a quelle attività che potranno garantire una maggiore giustizia sociale, che a sua volta potrà garantire una pace futura tra i popoli senza la quale non si ha lo sviluppo umano integrale”.

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