Una Giornata in ricordo di Francesco Zaccaria

“La contabilità pubblica tra regole nazionali ed europee” è stato il tema della Giornata in ricordo del Prof. Francesco Zaccaria, che si è tenuta venerdì 17 maggio 2019 all’Università Europea di Roma.

Francesco Zaccaria è stato magistrato TAR Lazio. Dopo aver conseguito la libera docenza, ha optato per insegnare nell’Università prima a Cagliari, poi Genova, Teramo e infine a Roma.

Sia a Teramo che a Roma ha avuto prestigiosi incarichi accademici da Direttore di Dipartimento e Preside di Facoltà e in molte altre attività e commissioni.

Ha insegnato sia alla scuola ufficiali della Guardia di Finanza che per l’Arma dei Carabinieri, dove ha protratto il suo insegnamento per 40 anni, divenendo il decano tra i professori. Ha avuto anche qui diversi riconoscimenti e ulteriori incarichi, derivati dal suo impegno e spirito di servizio anche in altri ambiti. Ha insegnato presso la scuola di alti studi militari e nei corsi per aggiornamento professionale dei Capitani.

Nel 2008 è stato nominato revisore dei conti per la Presidenza della Repubblica. Nella sua carriera, oltre a scrivere numerosi articoli in prestigiose riviste, monografie e volumi con altri colleghi, ha anche avuto molte riconoscenze e premi.

Dal convegno all’Università Europea di Roma è emerso il ricordo di un professionista e di un uomo di fede, che ha condiviso i suoi valori con la famiglia. Alla Giornata hanno preso parte, fra gli altri: Angelo Buscema, Presidente della Corte dei Conti, Umberto Roberto, Coordinatore accademico UER, Loredana Giani, Coordinatrice del Corso di Laurea in Turismo UER, e Matilde Bini, Coordinatrice del Corso di Laurea in Economia e gestione aziendale UER.

I relatori hanno ricordato la vita del Prof. Zaccaria, imperniata dal senso più profondo del servizio per lo Stato e verso gli altri. Una missione che si è concretizzata nel praticare varie forme di volontariato con le suore di Madre Teresa di Calcutta e con la Caritas Parrocchiale, e nell’impegno come capo scout Agesci in diversi gruppi.

 

Le attività sportive dell’Università Europea di Roma

sport UER
Ecco le ultime notizie sulle attività sportive dell’Università Europea di Roma.
Per ulteriori informazioni si può visitare il portale dello Sport UER

Giovedì 28 marzo: le nostre ragazze del calcio a 5 hanno battuto per 3-0 (tripletta di Alice Pozzi) la Dinamo Ostia nella seconda giornata dei playout del campionato CSI portandosi al primo posto in classifica.

Giovedì 4 aprile: Matteo Anastasi, coordinatore delle attività sportive UER, Valerio Serantoni, dirigente accompagnatore delle squadre UER, e Alice Pozzi, giocatrice della squadra femminile di calcio sono stati ospiti della trasmissione Pianeta Sport, dedicata ai campionati delle Università di Roma.

La puntata è andata in onda giovedì alle 22.30 e, in replica, sabato alle 13.00 sul canale Rete Oro News (210 del digitale terrestre).

Il video della trasmissione su YouTube

Un gesto di solidarietà per il futuro dei nostri studenti in difficoltà

Dona il tuo 5x1000 a UER

Anche quest’anno l’Università Europea di Roma ha scelto di utilizzare le donazioni ricevute con il 5 per mille per aiutare gli studenti che attraversano momenti di difficoltà.

Il percorso di formazione dei giovani non è sempre facile. A volte può essere ostacolato da imprevisti dolorosi, che rischiano di rallentarlo o di interromperlo: difficoltà familiari, lutti, perdita del lavoro di un genitore, problemi di salute, crisi economica.

Senza un sostegno concreto, alcuni giovani rischiano di abbandonare gli studi e di rinunciare ai propri progetti per il domani.

L’Università Europea di Roma non vuole perdere gli studenti che vivono momenti di difficoltà. Ogni persona è importante e ha il diritto di sognare un futuro. Per questa ragione l’ateneo invita a donare il 5 mille per aiutare i giovani a continuare il loro cammino.

Sono circa trenta i ragazzi che ogni anno beneficiano di una forma di sostegno per proseguire gli studi. Questo è possibile anche grazie alle somme che l’università riceve con il 5 per 1000.

È possibile sottoscrivere la quota del 5 per 1000 sui modelli di dichiarazione dei redditi CU2019, Mod. 730 2019 o Unico 2019.

Firmate e fate firmare nell’apposito riquadro
Finanziamento della ricerca scientifica e della università
inserendo il Codice Fiscale dell’Università Europea di Roma

08447281000

Questa firma è un gesto di solidarietà che non costa nulla, ma può avere un grande significato e contribuire a costruire il futuro di una persona.

 

 

L’intelligenza artificiale e la robotica. Il nuovo mondo che ci aspetta

Intelligenza artificiale e robotica - foto relatori

Venerdì 12 aprile 2019, all’Università Europea di Roma, si è tenuta una Lectio Magistralis del Prof. Avv. Emmanuele Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, sul tema “L’intelligenza artificiale e la robotica. Il nuovo mondo che ci aspetta”.

L’incontro è stato organizzato dal Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma, da InnoLawLab Laboratorio di Diritto dell’innovazione e dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale.

Dopo il saluto del Rettore Padre Pedro Barrajón LC, ha introdotto la conferenza il Prof. Alberto Gambino, Prorettore Vicario e Ordinario di Diritto Privato nell’Università Europea di Roma.

“L’iniziativa – ha spiegato il Prof. Gambino – intende offrire un prezioso contributo alla riflessione su un tema di grande attualità qual è quello dello sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale, in quanto attori globali di trasformazione e cambiamento della vita sociale, che avranno sempre di più un impatto profondo sulle persone e su ogni ambito dell’attività umana”.

“La quarta rivoluzione che stiamo vivendo – ha ricordato Emmanuele Emanuele nella sua Lectio Magistralis – sta provocando una mutazione molto più rapida delle precedenti, con riflessi di carattere anche antropologico, oltre che culturale, scientifico, industriale, sociale, ambientale. Con riferimento in particolare all’impatto che esse hanno già prodotto e produrranno a breve sul mondo del lavoro, se da un lato in molti settori avremo la sostituzione del capitale umano con quello robotico e meccanico, dall’altro è vero che l’introduzione massiccia delle macchine e delle tecnologie digitali ed intelligenti sta già generando attività che prima non esistevano. In questo scenario, ovviamente la formazione dei giovani ha un ruolo cruciale: è infatti necessario che la scuola, le università, la classe docente siano in grado di garantire agli studenti, accanto e non in sostituzione del sapere tradizionale, l’accesso a quelle nuove competenze necessarie per affrontare le sfide poste dalle nuove tecnologie”.

A questo proposito, nel corso dell’evento è stato presentato il master biennale di I livello in “Intelligenza Artificiale, profili giuridici ed etico-antropologici”, che l’InnoLawLab, il Laboratorio di Diritto dell’Innovazione dell’Università Europea di Roma, attiverà in autunno proprio con il sostegno della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. 

Il Master è finalizzato ad offrire le conoscenze necessarie per affrontare le problematiche sottese allo sviluppo e alla diffusione dei sistemi di intelligenza artificiale: quali opportunità possono palesarsi sul piano dell’evoluzione della nostra società, quali rischi, quali problemi giuridici nuovi e, al contempo, in quali campi già oggi si avverta la necessità di nuove forme di regolazione.

Il corso propone un approccio interdisciplinare, giuridico, etico-antopologico e tecnologico, rispetto al tema dell’intelligenza artificiale così da formare professionisti che siano in grado di orientare le scelte di policy all’interno delle aziende e delle pubbliche amministrazioni e fornire supporto rispetto alla redazione delle progettualità per l’accesso ai finanziamenti comunitari e nazionali sul tema.

Queste iniziative confermano la proficua collaborazione in essere tra l’Università Europea di Roma e la Fondazione Terzo PiIastro – Internazionale, avviatasi nell’anno accademico 2017/2018 con l’attivazione del corso di Dottorato in “Persona e benessere, fra diritto, etica e psicologia”.

 

 

 

Turismo religioso e ospitalità

Turismo religioso e ospitalità - relatori

“Turismo religioso e ospitalità” è il tema di un incontro che si è tenuto all’Università Europea di Roma (UER) nell’ambito della manifestazione FareTurismo.

Sono intervenuti la Prof.ssa Margherita Pedrana, Vice Coordinatrice del Corso di Laurea in Turismo e Valorizzazione del Territorio all’UER, il Prof. Luigi Russo, Vice Coordinatore del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria all’UER, il dott. Fabio Rocchi, Presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana (ORI) e il dott. Luca Baiosto, Vice Presidente Nazionale del Centro Italiano Turismo Sociale (CITS).

“Il turismo religioso – ha spiegato la Prof.ssa Margherita Pedrana, Vice Coordinatrice del Corso di Laurea in Turismo e Valorizzazione del Territorio all’Università Europea di Roma – rientra parzialmente nella categoria del turismo culturale, anche se, rispetto a quest’ultimo include una dinamica e un coinvolgimento spirituale molto importante. Secondo alcune stime dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, il turismo religioso vale oltre 18 miliardi di euro, con dati che parlano di circa 300 milioni di turisti religiosi nel mondo e un trend crescente verso località considerate sacre dalle differenti religioni e/o con un ricco patrimonio culturale, storico, artistico.

Ma, al di là dei dati e degli impatti economici molto rilevanti anche se difficilmente misurabili, il turismo religioso ha una fortissima valenza anche dal punto di vista culturale e sociale. In particolare, ciò che conta nell’ambito del turismo religioso è sicuramente l’esperienza religiosa e turistica, che diventa fulcro del turismo religioso stesso. Di particolare rilevanza risulta anche l’impatto del turismo religioso sulla sostenibilità ambientale, sociale e culturale. Come ogni tipologia di turismo, anche il turismo religioso può creare vantaggi economici per le comunità locali e incoraggiare il loro sviluppo sostenibile, soprattutto nel lungo periodo, osservando come la gestione di siti religiosi e sacri possano da un lato tenere conto del loro valore sacro e spirituale e dall’altro puntare alla propria conservazione per poter essere usufruito anche dalle generazioni future”.

Il Prof. Luigi Russo, Vice Coordinatore del Corso di Scienze della Formazione Primaria all’Università Europea di Roma, ha parlato del tema del pellegrinaggio dal punto di vista storico.

“Il pellegrinaggio – ha spiegato il Prof. Russo – è una pratica che si è affermata con grande vigore nel corso dell’età medievale. Chi viaggiava ed affrontava lunghi viaggi aveva bisogno di appoggiarsi ad una rete di ospizi e strutture specializzate nell’accoglienza dei pellegrini”.

Nel suo intervento il Prof. Luigi Russo ha delineato in breve i passaggi fondamentali dello sviluppo dell’ospitalità religiosa medievale, commentando alcuni passi della Guida del pellegrino di Santiago di Compostela del XII secolo.

“Dall’esperienza del passato – ha detto il Prof. Russo – emergono preziosi spunti che ci permettono di valorizzare il patrimonio storico-culturale della nostra penisola”.

Luca Baiosto, Vice Presidente Nazionale del Centro Italiano Turismo Sociale, ha sottolineato il contributo sociale dell’ospitalità religiosa, praticamente sempre legata alla contribuzione economica in opere sociali e comunitarie. Secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili l’1,6% dell’offerta ricettiva turistica italiana proviene dal settore dell’ospitalità religiosa.

Fabio Rocchi, Presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana (ORI) indica che nonostante vi sia carenza di dati relativi al turismo religioso e agli occupati nel settore, si tratta di un segmento di mercato non trascurabile visto che il portale Internet dedicato dell’ORI (https://ospitalitareligiosa.it/) censisce oltre 4.000 strutture di ospitalità religiosa. Si può prevedere che nei prossimi 5/10 anni ci sarà un incremento rilevante della richiesta di professionalità esterne al mondo religioso da inserire nella gestione turistica di tali strutture.

Importante successo dell’Università Europea di Roma nella Ricerca nazionale finanziata dal Miur

L’Università Europea di Roma è lieta di comunicare un significativo successo nell’ambito dei Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN), che com’è noto sono le proposte di ricerca italiana di maggiore interesse selezionate dalla comunità scientifica, anche internazionale, con valutazione di una Commissione di professori incardinata presso il Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica.

In particolare, tra i vincitori figura il progetto coordinato dalla Professoressa Loredana Giani, coordinatrice del Corso di Laurea di Turismo e valorizzazione del territorio. Il progetto finanziato dal MIUR si intitola “Garanzia dei diritti e qualità dei servizi nella prospettiva dello sviluppo territoriale integrato. Buon andamento, multilevel governance e cooperazione territoriale per una nuova strategia di acquisizione di risorse e razionalizzazione della spesa pubblica”.

Al progetto afferiscono anche l’Università degli Studi di Bologna, coordinatore Prof. Giuseppe Caia, l’Università degli Studi di Pisa, coordinata dalla Prof.ssa Vanessa Manzetti e l’Università degli studi di Teramo, coordinata dal Prof. Salvatore Cimini. “Il riconoscimento ministeriale – dichiara il Prorettore prof. Alberto Gambino, responsabile dell’area ricerca del Dipartimento – pemia l’eccellenza del progetto accademico e scientifico proposto dal coordinatore nonché quella del gruppo di ricerca del nostro ateneo: un successo importante che alimenterà l’aggiornamento e le ricerche dell’Università Europea di Roma sempre più al passo con le esigenze del mondo del lavoro e delle professioni”.

La magistratura tra indipendenza e responsabilità

Il 14 marzo 2019, su invito del Corso di laurea in Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma, il prof. Alberto M. Benedetti, Ordinario di diritto privato nell’Università di Genova e Componente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha tenuto agli Studenti del Corso una Lectio magistralis dal titolo “La magistratura tra indipendenza e responsabilità”.

La lezione è stata introdotta dal prof. Alberto M. Gambino, Prorettore Vicario dell’Università Europea di Roma. Gambino ha ricordato in particolare l’attenzione che Benedetti ha sempre riservato alle fasce più deboli della società sia nelle sue attività di studio e di ricerca sia nei precedenti incarichi istituzionali quale presidente dell’Autorità di controllo dei servizi pubblici locali del Comune di Genova e del Co.re.Com. Liguria. Tale attenzione – ha detto Gambino – è sicura garanzia di equilibrio nel delicato ruolo al quale Benedetti è ora chiamato nell’organo di autogoverno della magistratura italiana.

La lezione di Benedetti si è articolata intorno ai due poli dell’autonomia e della responsabilità del magistrato.

Con riferimento all’autonomia Benedetti ha evidenziato come la Costituzione repubblicana abbia segnato una frattura radicale rispetto al passato, sottraendo il magistrato al potere gerarchico del governo e stabilendo i principi della sua soggezione solo alla legge, dell’assunzione tramite concorso e dell’inamovibilità se non per ragioni disciplinari. L’autonomia della magistratura – ha detto Benedetti – è principio cardine dello stato di diritto. È un vero e proprio diritto soggettivo del cittadino. E non deve essere data per scontata come dimostrano vicende recenti non solo in Paesi lontani, ma anche nel nostro continente.

Secondo Benedetti la responsabilità del magistrato deve invece servire anzitutto a metterlo al riparo dagli eccessi dell’autonomia. Al riguardo Benedetti si è soffermato, tra l’altro, sulla recente ordinanza con cui le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono state chiamate a pronunciarsi sul significato dell’applicazione della legge ai fini dell’esonero del magistrato da responsabilità e sulla distinzione tra applicazione e interpretazione della legge. Secondo Benedetti la riflessione sulla responsabilità della magistratura non può tener conto solo del punto di vista dei danneggiati. A suo dire bisogna considerare convenientemente anche la prospettiva dei giudici, i quali, di fronte al cronico ritardo del legislatore nel tener testa all’evoluzione della realtà sociale, si trovano sulla frontiera del cambiamento e, a causa di una pressione eccessiva della responsabilità, potrebbero essere indotti a rinunciare a un impegno coraggioso e non altrimenti surrogabile al servizio dello sviluppo dell’ordinamento.

Da ultimo Benedetti ha riconosciuto che è ancora necessario impegnarsi per fare in modo che il potere dei giudici sia avvertito sempre più come un servizio per il cittadino.

 

Competenze digitali, la nuova sfida del futuro giurista

Convegno Competenze Digitali

“Le tecnologie che cambieranno la società e le professioni: intelligenza artificiale, internet delle cose, blockchain e 5G”. È il tema del convegno che si è tenuto il 7 febbraio 2019 all’Università Europea di Roma, organizzato dal Corso di laurea magistrale in Giurisprudenza dello stesso ateneo con InnoLawLab – Laboratorio di Diritto dell’Innovazione.  

Il mondo del lavoro sta cambiando e subisce sempre di più l’influenza della rivoluzione tecnologica. Questa nuova visione sta toccando anche la Giurisprudenza, generando un approccio diverso alla gestione delle tematiche legali, culturali e sociali.

Il programma del convegno

Il video integrale del convegno:


Ecco le sintesi degli interventi dei relatori:

Marco Scialdone, professore InnoLawLab, Presidenza Camera Deputati

Nella comunicazione del 25 aprile 2018 dal titolo “L’intelligenza artificiale per l’Europa”, la Commissione Europea ha affermato, apertis verbis, quanto sia importante sostenere l’interdisciplinarità mediante la promozione delle lauree miste, ad esempio in legge o psicologia e Intelligenza Artificiale. Allo stesso tempo, ha sostenuto la Commissione, l’importanza dell’etica nello sviluppo e nell’utilizzo delle nuove tecnologie dovrebbe figurare anche nei programmi e nei corsi.

Più in generale le tecnologie emergenti hanno creato nuovi profili occupazionali che possono rappresentare una straordinaria occasione per ridisegnare le professioni legali, aprendo scenari di sicuro interesse.

Sono passati molti anni da quando uno dei grandi maestri dell’informatica giuridica in Italia, il Prof. Renato Borruso, scrisse che

“la vera comprensione del diritto,- quale che sia il suo oggetto,- implica sempre la conoscenza, prima ancora che della norma, del fenomeno che la norma vuole regolamentare, inteso come fatto di vita vissuta e d’esperienza: altrimenti non si è veri giuristi ma soltanto legulei”.

Quella lezione è quanto mai attuale ed è il vero obiettivo che il nuovo profilo in diritto e gestione delle nuove tecnologie dell’Università Europea di Roma può e deve conseguire: formare giuristi che, accanto ad una solida conoscenza del diritto, abbiano competenze di leadership strategica e nozioni tecniche per cogliere e sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia all’interno dell’impresa

Andrea Falessi, Responsabile relazioni esterne Open Fiber

L’Italia è al 25° posto su 28 per digitalizzazione (DESI 2018). Open Fiber accetta la sfida e lancia un progetto da 6,5mld per portare la fibra in 19,1 unità immobiliari.

Studi internazionali dimostrano che con la crescita della banda larga si può far crescere il PIL. Ma per questo ambizioso obiettivo occorre uno sforzo di sistema, in cui le competenze digitali e quindi la formazione devono giocare un ruolo centrale: aziende, scuole e università devono lavorare insieme.

Occorre in ultimo che le aziende rivedano i sistemi di selezione, formazione e i percorsi di carriera.

Luisa Crisigiovanni, Segretario generale Altroconsumo

Secondo il 36% degli intervistati dell’indagine statistica condotta da Altroconsumo nel 2018 sull’AI su un campione della popolazione distribuito su tutto il territorio nazionale, le applicazioni dell’Intelligenza Artificiale muteranno il contesto sociale in un modo ancora imprevedibile. Per il 61% del campione un maggior ricorso all’AI avrà impatto negativo sul numero attuale di posti di lavoro. Il punto è che innovare oggi significa formare nuove professionalità per essere in grado di gestire le scelte che tutti noi (43 milioni di utilizzatori di internet e 34 milioni di persone attive sui social secondo il global digital index 2018) compiamo tutti i giorni. Come ogni cambiamento anche quello che stiamo vivendo comporta rischi ed opportunità ed è per questo che organizzazioni come Altroconsumo lavorano per creare un ecosistema intorno alla gestione dei dati personali in cui si massimizzino i vantaggi per i consumatori e si minimizzino i rischi. Vogliamo poter monetizzare il valore inestimabile dei nostri dati personali che alimentano l’economia digitale e lavoriamo perché principi base come non discriminazione e privacy siano scritti di default nei codici degli algoritmi che guideranno le nostre scelte.

Luca Bolognini Presidente Istituto Italiano Privacy

Parlare di privacy nel 2019 non è più una questione di mero adempimento burocratico (che tanto snerva le imprese e gli enti, freschi di “trauma-compliance” post-GDPR, per rischi-sanzione che arrivano fino al 4% del fatturato mondiale, in pieno stile antitrust), e non significa nemmeno occuparsi di mera sicurezza dei dati e dei sistemi.

Il diritto dei dati personali è cambiato: le tecnologie sono avanzate in modo imprevedibile e smisurato, e con esse sono cresciute esponenzialmente le minacce per la libertà e la dignità delle persone.

Sia nel settore pubblico sia nel settore privato, dal 2019 in avanti ci sarà la tentazione – spesso legittima, beninteso – di un uso “estremo” delle nuove tecnologie. Si tratterà di proteggerci da sensori e oggetti e da minacce non umane, poco tracciabili e “responsabilizzabili”. In ogni caso, garantire i diritti alla protezione dei dati personali e alla riservatezza significherà occuparsi di algoritmi, decisioni automatizzate, Intelligenza Artificiale, umanità aumentata (o perfino sostituita).

Proprio in preparazione di queste sfide, guardiamo con interesse alla primavera-estate del 2019 quando il Parlamento dovrà designare i 4 nuovi componenti del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali. Con l’Istituto Italiano per la Privacy e la Valorizzazione dei Dati, stiamo lavorando alla stesura di un ampio documento, per proporre idee e strategie da affidare al Parlamento, prima, e al nuovo Collegio dell’Autorità Privacy, poi, per il settennato 2019-2026. Il Garante si troverà, volente o nolente, ad interpretare un ruolo di garante della libertà e dignità degli esseri umani nel tutto digitale, in una cruciale posizione di rilievo meta-costituzionale e di derivazione sovranazionale. La consapevolezza e l’esercizio attivo di questo ruolo saranno determinanti per l’efficacia dell’azione del nuovo Collegio.

Lisa Di Feliciantonio Head, Media Relations & Public Affairs Fastweb

“Blockchain, Intelligenza artificiale, robotica avranno un effetto dirompente sulle dinamiche dell’organizzazione del lavoro. Una strategia per questo settore è fondamentale per cogliere i benefici e mettere tutti i settori produttivi del paese in grado di competere efficacemente a livello globale. Ma sarà il 5G a svolgere il ruolo chiave, in quanto abilitatore di queste innovazioni. Il 5G realizzerà una connettività iper performante e ubiqua, con velocità di connessioni enormi e latenza minima, rendendo possibile la trasformazione digitale a tutti i livelli delle catene del valore.
Il 5G non è semplicemente la nuova generazione di reti mobili ma la rete in grado di soddisfare tutte le esigenze di connettività, fissa e mobile. Come dimostrato dalle esperienze in altri paesi il 5G nella sua declinazione FWA sarà un efficace alternativa alla fibra a casa, molto più economica e rapida da realizzare, accelerando ulteriormente la diffusione della banda ultra larga nel paese.

Massimiliano Dona Presidente Unione Nazionale Consumatori

Le tecnologie impattano come mai in passato sul quotidiano dei consumatori: l’attuale società è ispirata ad una gestione sempre più automatizzata delle relazioni tra imprese e consumatori e questo trend, accanto ad alcuni innegabili vantaggi, apre anche preoccupanti interrogativi rispetto all’etica che deve ispirare il rapporto tra chi produce e vende da un lato e persone dall’altro.

Ecco, sono proprio le persone che devono restare al centro delle attenzioni del legislatore, mentre osserviamo il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale che fa dell’elaborazione dei big data il nuovo protagonista dei nostri tempi. Volendo quindi immaginare i trend tecnologici che impatteranno di più sui consumatori, direi che la gestione dei nostri dati, l’automazione dei momenti di acquisto ed in ultimo l’avvento dell’intelligenza artificiale, sono i fenomeni che più di ogni altro dovranno essere monitorati e accompagnati da nuove tutele che, ben lungi dal soffocare il cambiamento tecnologico, lo rendano il più possibile attento all’individuo.

Luca Piccinelli Huawei Italia, Marketing and Innovation, Senior Manager

L’intelligenza Artificiale, il 5G ed i servizi IoT muteranno presto il modo di vivere, generando opportunità inaspettate per tutti.  Investire ora nelle tecnologie innovative significa dotarsi di abilitatori necessari per costruire i servizi del futuro, per Huawei sono gia realtà con un portafoglio di soluzioni e prodotti end to end, che comprendono device, reti e piattaforme.

Huawei investe in Italia, in Europa e nel mondo una percentuale ingente del suo fatturato per la Ricerca e Sviluppo, che ha toccato a fine 2018 oltre 16 Miliardi di Dollari, una percentuale a due cifre del nostro fatturato globale.

Marilu Capparelli, Legal director Google

Le tecnologie di Machine Learning si stanno progressivamente sviluppando nel mercato dei servizi legali. Il profilo professionale dei legali nel futuro sarà molto diverso da oggi.

Parleremo di come comprendere la tecnologia, i nuovi compiti dei legali, le relazioni tra uomo e macchina siano essenziali per garantire un futuro prospero alle nuove generazioni di giuristi.

Stefano da Empoli Presidente I-COM – Istituto per la Competitività

In un futuro non troppo remoto, i professionisti che non solo sopravviveranno ma potranno sfruttare a proprio vantaggio le nuove condizioni saranno coloro in grado di collaborare con le macchine, utilizzandole a proprio vantaggio. Facendo quello che le macchine non saranno in grado di fare e al tempo stesso sfruttandone la capacità di digerire meglio e più velocemente l’enorme mole di informazioni e conoscenze alla base delle discipline giuridiche. Il futuro professionista dovrà avere al contempo una visione larga, rafforzando dunque le proprie competenze di base, e una buona conoscenza teorica e pratica degli strumenti tecnologici a disposizione. Per questo, credo che la strada tracciata da InnoLawLab sia estremamente interessante e condivisibile e l’Istituto per la Competitività è lieto di percorrerla insieme.

Pinar Serdengecti Direttore Affari Regolamentari e Concorrenza Iliad Italia

È importante che le tecnologie innovative vengano messe a disposizione della più ampia platea di beneficiari, in particolare quelle realtà come le PMI che scontano i ritardi del digital divide, quelle fasce di popolazione che soffrono di un digital divide di competenze. Per questo, apprezziamo che il Governo aspiri a posizionare l’Italia in prima linea nel contesto europeo nel campo dell’AI e della Blockchain.

Come iliad ci impegniamo perché il consumatore finale sia sempre informato e aggiornato sul servizio che utilizza, e per questo riteniamo che un’offerta semplice e chiara sia la soluzione migliore: pensiamo che questi principi siano un utile riferimento anche per gestire queste tecnologie che sono di per sé estremamente complesse, ed auspichiamo che le istituzioni e le imprese si adoperino, da un lato, perché queste tecnologie siano conosciute nel modo più trasparente e chiaro possibile, e, dall’altro lato, perché il loro utilizzo sia semplice ed immediato.

Guido Scorza Professore InnoLawLab, Responsabile Regolazione Team Digitale Governo

La rivoluzione digitale – quella che sta ridefinendo completamente gli spazi di vita dell’uomo nella sua dimensione personale, culturale, politica e economica – impone al giurista, qualunque sia la sua professione, di ripensare il proprio percorso di formazione, il proprio modo di lavorare, il proprio approccio ai problemi che si trova ad affrontare nel quotidiano. Multidisciplinarietà, contaminazione, specializzazione, apertura al confronto costante con le diverse componenti della società sono elementi destinati a poter mancare sempre di meno nel nostro bagaglio professionale.

Giuseppe Busia Professore InnoLawLab, Segretario Generale Garante Privacy

Per chi oggi costruisce la propria formazione giuridica, diventa essenziale dedicarsi allo studio del diritto e tutela dei dati personali. Non solo perché qualunque soggetto bisognoso di assistenza legale, pubblico o privato, avrà necessità di applicare correttamente tale normativa, ma anche perché sono nate e si stanno sviluppando specifiche figure professionali legate proprio all’applicazione della normativa sui dati personali, a partire dal Responsabile della protezione dati, o Data Protection Officer, figura obbligatoria presso tutti i soggetti pubblici e presso i soggetti privati che svolgono trattamenti di dati di una certa rilevanza.

Alberto Gambino Pro-Rettore dell’Università Europea di Roma

L’Università Europea di Roma è molto attenta ai cambiamenti dell’economia, delle tecnologie e, di conseguenza, del mercato del lavoro ed è, da sempre, impegnata a definire proposte innovatrici che abbiano una forte attrattività per i giovani, ma anche un’immediata spendibilità nel mondo del lavoro.

 

Il Prof. Gambino nominato componente della Commissione dei Ricorsi contro i provvedimenti dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

 

Alberto M. Gambino

Il Prof. Alberto Gambino, Pro-Rettore e professore ordinario di diritto privato dell’Università Europea di Roma, è stato nominato componente della Commissione dei Ricorsi contro i provvedimenti dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, previsto dall’articolo 135 del Codice della Proprietà Industriale.

Si tratta di un organismo di particolare rilevanza per il comparto industriale italiano dell’innovazione, che funge da giudice di appello rispetto ai provvedimenti con i quali l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi respinge la brevettabilità di invenzioni e altri titoli di proprietà industriale.

L’organo resterà in carica per il biennio 2019/2020 e sarà presieduto da Vittorio Ragonesi, magistrato ausiliario per lo svolgimento del servizio onorario presso la Corte di Cassazione in pensione.

Gli altri componenti sono il Prof. Gustavo Olivieri, membro del Comitato Scientifico ella rivista DIMT “Diritto Mercato e Tecnologia” e dell’Accademia Italiana del Codice di Internet (IAIC), il Dott. Francesco Antonio Genovese, Consigliere della Corte di Cassazione, il Dott. Massimo Scuffi, magistrato in pensione.

La Comunità Accademica dell’Università Europea di Roma ha accolto con soddisfazione la nomina del Prof. Gambino, segno di un impegno e di un’attenzione costante alle innovazioni e ai cambiamenti dell’economia e della tecnologia.

Il Prof. Gambino è tra i promotori di InnoLawLab – Laboratorio di Diritto dell’Innovazione dell’Università Europea di Roma, che ha l’obiettivo di indagare gli aspetti legali in un’ottica di interdisciplinarità. Una proposta innovatrice rivolta ai nuovi “giuristi tecnologici”, con un’immediata spendibilità nel mondo del lavoro.

L’iniziativa fa parte Profilo del Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma di Diritto e Gestione delle nuove tecnologie.

Questo Profilo è finalizzato a favorire l’acquisizione di conoscenze e competenze oggi molto richieste nel mondo professionale, fornendo gli elementi necessari per una corretta comprensione della rivoluzione tecnologica, con un approccio multidisciplinare sotto il profilo giuridico, tecnologico ed economico.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito https://www.universitaeuropeadiroma.it/giurisprudenza/innolawlab-laboratorio-diritto-dellinnovazione/

L’urgenza come criterio metodologico del contemporaneo

“L’urgenza come criterio metodologico del contemporaneo” è il tema dell’incontro organizzato dall’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma, che si terrà venerdì 8 marzo 2019, alle 9:00, presso l’ateneo in via degli Aldobrandeschi 190, con ingresso libero.

Sono disponibili le registrazioni dell’evento:

Scarica la locandina ed il programma dell’incontro.

Questo progetto prende avvio da un’attenta lettura del contemporaneo che lascia emergere chiaramente come l’urgenza sembra imporsi, in tutti campi del sapere e dell’agire, quale unico e totalizzante criterio metodologico, rispondente alle necessità derivanti tanto dal fisiologico stato di crisi connaturato agli attuali modelli economici quanto dalla trasformazione tecnologica.

Emergono così gli aspetti patologici quali ad esempio le fake news, la trasformazione delle coscienze e la creazione di falsi bisogni nonché l’utilizzo di modelli organizzativi e normativi che danno risposte definitive a problemi contingenti, rispondendo solo con piani di breve se non brevissimo periodo.
Sarà un momento di confronto e approfondimento rivolto a studenti e professionisti accomunati dalla condivisione di valori e visione antropologica, al fine di interrogarli in merito a problemi contemporanei indagati con un approccio interdisciplinare tra saperi teleologicamente orientati al bene e ben-essere di tutto l’uomo, di ogni uomo.

L’incontro all’Università Europea di Roma (UER) sarà aperto alle 9:00 da un saluto del Rettore Padre Pedro Barrajón LC, del Pro-Rettore Alberto Gambino e di Padre Gonzalo Monzón LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale.

Introduce e modera:
Guido Traversa, Delegato del Rettore per la Formazione Integrale UER .
Dalle 10:00 alle 15:30 interverranno Felice Testa (UER), Luigi Russo (UER), Claudio Bonito (UER e Ateneo Pontificio Regina Apostolorum), Gianfranco Buffardi (Psichiatra), Mariantonietta Fabbricatore (UER), Guido Traficante (UER), Domenico Melidoro (LUISS) e Gabriele Guzzi (Rethinking Economics).

Seguirà, alle 15:30, un dibattito; conclusioni alle 16:30.