Con gli studi universitari inizi un percorso per definire il tuo futuro. Qualunque sia il corso di laurea che vuoi seguire è bene che sia una scelta ponderata. UER ti aiuta, ti guida e ti consiglia

Aiutiamo i nostri figli a scegliere l’Università

Chiunque di noi abbia un figlio o una figlia al 5° – ma anche 4° – anno della Scuola Superiore, conosce bene la difficoltà, e spesso il disagio, nell’aiutarli a scegliere il loro percorso futuro.

Il timore dei contrasti, una sensazione di limitata conoscenza dell’Università di oggi così diversa dalla nostra di molti anni fa, una percezione del mondo del lavoro che ci sfugge e di mestieri che anche noi facciamo fatica a comprendere, sono tanti gli aspetti che producono insicurezza.

Partiamo da una considerazione di base: quando si dice “scegliere l’Università”, in realtà, le scelte da fare con i nostri figli sono due e ben distinte. Ognuna inciderà per fattori diversi:

  • quella del corso di laurea – che incide sull’individuazione del giusto percorso;
  • quella dell’ateneo presso cui frequentarlo – che incide sulla qualità di vita e di impegno individuale e familiare.

Questa importante differenza, alla quale non sempre si pensa, può diventare un punto di forza, un vantaggio, per mediare tra le esigenze dei figli e quelle dei genitori.

Vediamo come fare, senza creare contrasti eccessivi, ponendo le basi per uno scambio aperto e rispettoso dei bisogni dell’altro.

I differenti bisogni dei genitori e dei figli

Intanto mettiamo in conto che di contrasti ce ne saranno, perché sono proprio i bisogni ad essere diversi:

  • i genitori vorrebbero che i loro figli facessero un corso di laurea “spendibile nel mondo del lavoro”, in un ateneo prestigioso, che dia garanzie, formative e di placement. Il problema per i figli diventa: 1) avere paura di sbagliare, ma anche 2) voler prendere da soli una decisione che riguarderà la loro vita ed il loro futuro;
  • i figli vorrebbero fare una cosa che “gli piace”, senza farsi eccessivamente influenzare dagli sbocchi professionali. Il problema per i genitori in questo caso è multiplo: 1) sapere cosa piace ai figli, 2) sapere se questa cosa “che piace” esiste e 3) sapere cosa immaginano o si aspettano di andare a studiare, al di là degli sbocchi professionali futuri.

Potremo dire che il problema comune è il futuro, di cui “non c’è certezza”.

Ma, mentre i genitori, grazie ”all’adultità”, hanno acquisito la capacità di una visione prospettica e progettuale, quest’ultima manca del tutto agli adolescenti, focalizzati esclusivamente sul qui e ora e totalmente distanti da ciò che può accadere nel loro futuro, anche a medio termine.

Ed ecco il primo contrasto: i genitori vedono possibilità che i figli non vedono e che anzi diventano oggetto di guerra: “Che ne sai tu del futuro?” Dice il figlio ai genitori ed effettivamente “non fa una piega”! Quello che i genitori pensano si basa su una ipotesi, e anche se basata su esperienze dirette, statistiche e informazioni presenti in internet, restano ipotesi.

E quindi come fare?

I genitori possono fare una proposta ai loro ragazzi, in cui entrambi i “giocatori” possono vedere soddisfatti i loro bisogni e desideri. Si dice che “il genitore debba aiutare il figlio a diventare autonomo”. E allora quale miglior momento per dare una spinta a questa autonomia? I genitori possono proporre ai figli un accordo:

  • i figli scelgono il corso di laurea, mentre i genitori scelgono l’ateneo.

Per far questo, occorrerà fare insieme una pianificazione e che ognuno faccia la sua parte:

  • l’adolescente, si impegnerà a frequentare le opportunità di orientamento che saranno proposte dalla scuola superiore, parteciperà ai test e verificherà così i suoi interessi, competenze e capacità;
  • il genitore si impegnerà a conoscere meglio l’offerta formativa delle varie Università, orientandosi e documentandosi sulle differenze tra ateneo ed ateneo.
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Sono molti i centri specializzati o gli uffici di orientamento universitari che si occupano di orientamento in ingresso (è questo il termine tecnico che troverete nei siti delle università).

In questo modo si potrà:

  • ricavare una prima rosa di possibilità, sia del genitore sia del figlio
  • effettuare la scelta, procedendo “per esclusione” (metodo induttivo), metodo decisionale che crea meno ansia e in genere è anche divertente, oltre che pragmatico e fattuale.

Saranno bei momenti, in cui sarà fondamentale che esistano due cose:

  • la capacità di ascoltare l’altro, senza dare consigli o soluzioni o penalità, in caso di scelte che non possono essere considerate sbagliate, ma solo di percorso;
  • la voglia di mettersi in gioco, al di là delle proprie competenze attuali, ma vedendosi entrambi come capaci di apprendere qualsiasi cosa si voglia!

Ed ecco che, il momento della scelta del corso di laurea, da critico, diventa una occasione di dialogo e di conoscenza reciproca, tra genitori e figli.

Il percorso studenti e genitori in UER

Università Europea di Roma da sempre crede in questo percorso e per questo motivo affianca sia gli studenti sia i genitori, fornendo loro strumenti adeguati per scegliere in modo razionale e consapevole.

I test che effettuiamo nelle scuole superiori, rivolti a tutti gli studenti indipendentemente dai corsi di laurea offerti da UER – gratuiti e senza alcun impegno all’immatricolazione – prevedono per ogni ragazzo una restituzione del risultato a cura di psicologi professionisti.

Un altro modo molto utile è quello di accompagnare i figli agli Open Day UER e partecipare alle speciali sessioni Open Genitori in cui docenti, professionisti e psicologi rispondono a tutte le vostre domande sull’università di oggi, sulle possibili prospettive lavorative, sulle modalità di accompagnamento dei vostri figli in un percorso così importante.

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